Lingua dei segni in tivù. Grazie on. Cassis.

Fino a venerdì scorso 3 aprile le persone sorde ticinesi per usufruire della traduzione in lingua dei segni delle conferenze stampa delle autorità federali e di quelle ticinesi dovevano armeggiare con i loro telecomandi, lottando contro bottoni rossi, siti e App RSI. 

L’Associazione Sordità & Bilinguismo, S&B, con sede a Castione, ha fra i suoi scopi quello di promuovere l’informazione in lingua dei segni dei cittadini sordi e deboli d’udito. 

Così come succede sui canali svizzero tedesco e romando di RSF e RTS, S&B si è battuta affinché anche la RSI adottasse la finestra con l’interprete in lingua dei segni direttamente a video. Poiché anche il telegiornale RSI delle 20 in lingua dei segni non fruisce dello stesso servizio, già tempo fa la S&B ha avviato trattative con la Corsi e il mediatore per raggiungere questo scopo e ha ottenuto un colloquio con la direzione RSI, che tuttavia non ha portato al risultato prefisso. 

In considerazione della gravità del momento causato dalla pandemia S&B si è dunque rivolta direttamente al Consiglio federale e in particolare all’on. Ignazio Cassis e al Presidente del Consiglio di Stato ticinese on. Christian Vitta. Immediatamente il rappresentante ticinese nell’esecutivo federale ha informato la collega e Presidente della Confederazione on. Simonetta Sommaruga. Così, che poche ore dopo l’intervento di S&B, le conferenze stampa del Consiglio federale e del Consiglio di Stato ticinese già erano dotate di finestra con la lingua dei segni. 

Attraverso queste righe S&B, tiene a ringraziare il Consiglio federale e il Consiglio di Stato ticinese per il loro solerte ed efficace interessamento. 

Un grazie del tutto particolare va all’on. Cassis e all’on. Vitta.

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