“Un cubetto tutto mio”


Per il terzo anno consecutivo, grazie alla Fondazione Fondo Loris, un ragazzo nello spettro dell’autismo, lavora presso la falegnameria Bugada a Muzzano – Piodella un giorno alla settimana. Inizialmente, il giovane si é dedicato alla produzione di midollino che serve al rivestimento esterno dei corni delle alpi.

Sin dall’inizio, sono emerse le sue abilità manuali e la velocità di esecuzione, qualità molto apprezzate da parte di tutto il team dell’azienda. Inoltre, il ragazzo nonostante non si esprima attraverso la lingua parlata, ma piuttosto attraverso un codice comunicativo basato sulla lingua dei segni, grazie al suo carattere solare e alla grande volontà di entrare in contatto con tutti, è integrato nel gruppo di lavoro e contribuisce ad animarlo.

Durante i primi due anni oltre ad occuparsi dei corni, il giovane ha eseguito lavori di rifinitura di elementi necessari alla produzione di finestre e porte o di altre parti di mobili. Inoltre, è incaricato di produrre paletti che servono per delimitare le strade e cubetti anti tarme in legno di cedro, incisi con il laser, che sono regalati come gadget ai clienti della ditta.

Non da ultimo, il giovane collabora nei lavori necessari al restauro di mobili. Il Fondo Loris permette di finanziare il ruolo della coach / accompagnatrice in lingua dei segni, che discute le procedure da eseguire con il titolare dell’azienda o un suo collaboratore.

In seguito, la coach trasmette al giovane, secondo la comunicazione bimodale ( lingua italiana parlata sostenuta da segni della lingua dei segni) e attraverso materiale fotografico, il processo da seguire. Inoltre, compito della coach è verificare, già nella fase di esecuzione, la qualità del lavoro, nel rispetto delle procedure concordate.

Rispetto a due anni fa quando ha iniziato la sua attività,oggi, ha una maggiore consapevolezza delle sue capacità e mostra con orgoglio ai suoi colleghi in azienda il suo lavoro. Ha acquisito eccellenti competenze esecutive di precisione, ha imparato a usare macchinari e lavora in parziale autonomia.

Questo progetto, che mira all’inclusione, sta avendo successo anche grazie alla grande sensibilità e alle competenze didattiche che si possono percepire in tutta l’azienda, ma soprattutto da parte dal suo titolare, Aldo Bugada. Gli obiettivi che la coach e il titolare dell’azienda si sono dati per questo terzo anno di progetto sono il miglioramento del processo comunicativo senza intermediari con i suoi colleghi di lavoro, l’affinamento dei processi di rifinitura nelle parti delicate di legno massiccio, mentre occorrerà curare con grande attenzione l’utilizzo di macchine di falegnameria e il rispetto delle regole di sicurezza personale.

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