Corso di comunicazione bimodale – nuova prestazione S&B

Nel corso del mese di dicembre 2018, abbiamo organizzato un corso di comunicazione bimodale in collaborazione con l’associazione Progetto Avventuno, destinato alle famiglie e ai professionisti che seguono bambini con Trisomia 21, inseriti nelle classi della scuola dell’Infanzia. Vi hanno partecipato 5 genitori e 6 professionisti.

In alcune situazioni di malattie genetiche e sindromi particolari , la lingua dei segni viene in soccorso. Infatti, quando l’assenza temporanea del linguaggio verbale (nonostante non ci sia un deficit uditivo) ostacola la comunicazione per cui il bambino non è in grado di esprimersi, la lingua dei segni funge da ponte magari anche solo provvisorio, e permette una reale ed efficace interazione fra bambino e famiglia e contesto scolastico.

Spesso accade che in queste patologie, come nel caso della Trisomia 21, lo sviluppo di una lingua parlata sia solo posticipata da qui l’esigenza di utilizzare la lingua dei segni nella sua modalità bimodale. Il bambino viene esposto ad unica lingua, trasmessa in due modalità ; segni e parole.

In breve, con il bambino ci si esprimerà nella lingua orale , in questo caso l’italiano, cui si aggiungeranno segni di supporto per una maggiore comprensione del messaggio e produzione. Dando la possibilità al bambino che non ha ancora sviluppato la lingua parlata di formulare richieste, esprimere emozioni sotto forma di segni.

La facoltà comunicativa, secondo numerosi esperti va presa in seria considerazione il più precocemente possibile poiché è alla base del processo di sviluppo di qualsiasi essere umano.

Il ruolo dell’apprendimento del linguaggio nei primi anni di vita del bambino è fondamentale per uno sviluppo armonioso della sua personalità. L’impossibilità o l’interruzione della facoltà del linguaggio ha conseguenze importanti su tutte le aree di sviluppo, da quella cognitiva a quella psichica.

In questo tipo di comunicazione la lingua dei segni non vuole sostituirsi al linguaggio verbale ma va a completarlo rendendolo più visibile e comprensibile.

A questo scopo il corso ha fornito al gruppo dei partecipanti numerosi spunti di attività ludiche in lingua dei segni adatte all’età dei bambini affinché nel contesto familiare e nella scuola dell’infanzia come pure durante le terapie logopediste, il bambino possa assimilare una comunicazione bimodale condivisa.

Questa nuova prestazione della nostra associazione risponde a un’esigenza non necessariamente limitata alla Trisomia 21 che è già stata sperimentata con altre patologie che ostacolano l’atto della comunicazione verbale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.